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7. VIOLENZA SESSUALE E VERGOGNA In simile condizione, come agiresti? Se parli, saresti poi in grado di sopportare la vergogna e il sospetto, esponendoti ai riflettori del pubblico (SOLUZIONE A ; )? Se invece taci e decidi di subìre l'affronto per paura delle conseguenze, non lasci forse impunito un grave crimine e non contribuisci così a moltiplicarne la frequenza nei confronti di altre persone (SOLUZIONE B; )?A "non è amore per la verecondia ma è debolezza per la vergogna. Si vergognò dell'immondezza commessa da un altro su di lei, non insieme a lei; donna davvero romana, sin troppo avida di lodi, temeva che se rimaneva viva si giudicasse che aveva subìto volentieri ciò che aveva subìto. Perciò volle fare di quel castigo la testimonianza agli occhi degli uomini della propria intenzione, non potendo mostrare all'umanità il fondo della propria coscienza. Arrossì di essere creduta complice del misfatto, se tollerava con rassegnazione l'immondezza compiuta dagli altri su di sé. Non così si comportarono le donne cristiane. Vittime della stessa sorte, continuano a vivere senza aver punto su di sé un delitto altrui, per non aggiungere a quello il proprio, suicidandosi per la vergogna dello stupro che ha compiuto su di loro la libidine del nemico. Hanno dentro di sé il vanto della propria castità e la testimonianza della propria coscienza" (Agostino, La Città di Dio, I, 20, trad. it. a cura di C. Carena, Torino, Einaudi, 1992, p. 32). B Se preferisci questa soluzione, allora significa - tra l'altro e se non agisci esclusivamente per incontrollabile paura - che tieni in grande considerazione e attribuisci un notevole peso all'opinione e la censura della comunità. [Sulla necessità di ricreare spazi pubblici di socialità Cfr. Alain De Benoist intervista 12 ; "La democrazia diretta", domanda n. 2] Uno dei filosofi che ha maggiormente approfondito il problema del ruolo dell'opinione altrui sulla condotta degli individui (e che ne era talvolta ossessionato, come appare dalle Confessioni) è stato Rousseau [Cfr. il Manuale vol. II, pp. 383-390]. Egli, inoltre, nell'Emilio - pur essendo per altri versi molto aperto all'idea di eguaglianza e molto sensibile alle esigenze della donna - afferma che, per controllare le passioni gli uomini hanno la "ragione", mentre le donne hanno il "pudore". In tal modo, anche se si sarebbe certamente ribellato all'aggressione, sembra indebolire la posizione delle donne ed esaltare il ruolo del pudore e della riservatezza, negando ad esse la razionalità e concedendo soltanto una 'virtù sentimentale', basata sull'inibizione dei desideri e sull'occultamento delle proprie eventuali inclinazioni.----- Consideri legittima l'interferenza della comunità, nella forma del giudizio di condanna da parte di sconosciuti, sul comportamento morale dei singoli? Pensi che il comportamento morale sia connesso all'"angoscia sociale", che interiorizzi cioè, trasformandola in comandamenti interiori o in "voce della coscienza", la vox populi [Cfr., a questo proposito, la Questi ; one n. 6; , nel punto relativo a Nietzsche e la Questi; one n. 16; )? |